Candidate experience? La parola agli esperti

La candidate experience è un concetto chiave per le aziende che vogliono distinguersi sul mercato e attrarre i giusti candidati. Questo concetto chiama in causa principi di marketing che legittimano il ruolo dei manager oggi coinvolti nelle fasi di attraction, recruiting e selezione. I brand vogliono che i candidati siano soddisfatti dell’esperienza della selezione, al di là dell’esito della candidatura. Sanno che i candidati possono essere clienti dell’azienda oltre che persone interessate a proporsi per future offerte di lavoro. Questa consapevolezza sta spingendo molte organizzazioni ad assumere e formare i Candidate Experience Manager, professionisti che si dedicano con passione alla ricerca di modalità per soddisfare i candidati durante le fasi del processo di assunzione.

Ecco il parere di 8 esperti che spiegano perché la candidate experience è così importante per il successo del brand.

Jill Shabelman - Employer Brand Marketing Manager - Deloitte Services LP

Cercare un lavoro può essere una delle esperienze più frustranti ed è compito dell’azienda e dei suoi manager mostrare ai candidati rispetto per il loro tempo in ogni fase del candidate journey.

La candidate experience inizia quando una persona conosce un’organizzazione e esplora con interesse le opportunità di lavoro, sia che si tratti di semplice curiosità che di candidarsi effettivamente a una posizione. Credo che questa esperienza non finisca mai del tutto: se una persona decide di far parte dell’organizzazione diventa un potenziale candidato per una posizione di maggiore responsabilità. Se non diventa un collaboratore potrebbe sempre essere un potenziale cliente. Per questo è importante  curarsi in modo coerente e costante delle interazioni con i candidati.

Le aziende devono formare team in grado di mettersi nei panni dei candidati, riconoscere lo stress associato alla fase di "attesa di risposta" e saper comunicare in modo trasparente.

 

Ray Tenenbaum - Founder - Great Hires

La candidate experience non riguarda solo il processo di selezione ma la mentalità dell’intera organizzazione. Si può sperare di migliorare l'esperienza del candidato solo se la mentalità dei manager è disponibile ad aprirsi a un'evoluzione del proprio ruolo. La tecnologia, i processi, le competenze sono certamente importanti ma solo con un cambiamento culturale si può guidare un reale miglioramento della candidate experience.

Nelle strategie di business che riguardano le persone dobbiamo mettere al primo posto le persone. Non ci sono alternative se vogliamo stare sul mercato.

Le aziende che considerano la candidate experience come rappresentativa della loro cultura dimostrano tutti i giorni la volontà di mettere al centro le persone.

 

Rosanna Del Noce - Ideatrice dello Strategic Recruitment Canvas e CEO di Recround

I candidati faticano a tollerare tempi di risposta lenti o la mancanza di informazioni su chi e come li sta valutando. Molti candidati si trovano a dover fare una scelta tra più proposte di lavoro, il tempo di risposta e la trasparenza delle informazioni sono determinanti se vogliamo assumere le persone giuste. Dal punto di vista del candidato, candidate experience e brand sono la stessa cosa. La candidate experience può iniziare quando un candidato non sta nemmeno cercando lavoro ed è per questo che bisogna migliorare la qualità delle interazioni in ogni momento del candidate journey. Bisogna conoscere le aspettative dei candidati ma non è necessario assecondare tutti i loro desideri. È invece strategico spiegare perché possiamo soddisfare alcune aspettative e non altre. La chiave di tutto è la comunicazione: è opportuno informarli in anticipo su quello che possono aspettarsi così come è fondamentale trovare le parole giuste per dare un feedback negativo. Oggi le aziende hanno la grande opportunità di comunicare attraverso i social e i brand ambassador interni.

Per raggiungere i migliori risultati consiglio di puntare meno su un employer branding che racconta “cosa significa lavorare per noi" e più su contenuti che parlano di "questo è ciò che siamo".

 

Joshua Budway - Vice President, HR Business Partner Practice - Medallia

La candidate experience ha un impatto diretto sul brand, è una componente fondamentale del brand. Le aziende possono e devono controllare la qualità della candidate experience. Comprende ogni singola interazione che i candidati hanno con l’azienda, riguarda i contenuti dei post che visualizzano sui social, il budget dedicato alle campagne di recruiting marketing e le modalità con cui interagiamo con loro prima, durante e dopo le fasi di intervista. Saper comunicare è la competenza più importante e ha un impatto maggiore della capacità di somministrare dei test o di gestire dei gruppi in fase di selezione.

 

Katrina Kibben - CEO di Three Ears Media

La candidate experience è più di un processo di candidatura o di una fase di controllo. È un'esperienza reale, la prima interazione tangibile che l’azienda ha con un potenziale candidato. Sappiamo bene quanto sono importanti le prime impressioni e anche se si tratta di un’esperienza “digitale” non significa che la candidate experience debba essere trascurata.

I candidati fanno ancora fatica a credere che, dopo aver passato ore a candidarsi, nessuno riesca a trovare un momento per rispondere.

Credo sia necessario iniziare a pensare ai candidati in modo più ampio, c’è bisogno di dare un nome e una risposta alle loro aspettative. Dobbiamo creare più punti di contatto per raccogliere un maggior numero di informazioni e mettere in atto strategie più consapevoli.

 

Kevin Grossman - President Global Programs di The Talent Board

La candidate experience comprende ogni singola interazione del candidato con un datore di lavoro, dalle fasi che precedono l’application all'onboarding e oltre.

In effetti, anche dopo l’assunzione, l’employee experience è simile alla candidate experience, in fondo ci stiamo sempre candidando a una crescita professionale e aziende e dipendenti si ritrovano a rinnovare costantemente la decisione di essersi scelti.

 

Meghan M. Biro - Co-Founder & CEO - TalentCulture

Qual è la differenza tra una buona candidate experience e un employer branding efficace? Nessuna.

Da studi recenti è emerso che circa la metà dei candidati hanno già una sorta di relazione con i futuri datori di lavoro prima delle fasi di recruitment. Possono essere clienti, consumatori, amici di un dipendente o follower del brand.

In termini di talent acquisition e di engagement si tratta semplicemente di approfondire e migliorare l'esperienza di queste persone, dando vita a un ulteriore spazio relazionale che si sviluppa sempre attraverso il brand e i contenuti dei messaggi trasmessi. Se invece i candidati non conoscono ancora il brand possiamo fare i modo che la candidate experience diventi l’opportunità per fare apprezzare il brand.

 

Manuel Heichlinger - Senior Manager Talent Acquisition EMEA - LinkedIn

La candidate experience è il modo in cui il candidato percepisce e reagisce alle fasi di recruitment e selezione. Le implicazioni di una cattiva candidate experience non influenzano solo queste fasi ma vanno a colpire la percezione del brand. La candidate experience inizia con la prima interazione di un potenziale candidato con un nuovo potenziale datore di lavoro. Può avvenire tramite diversi canali: un annuncio di lavoro online, la career page o i social. Ogni punto di contatto è importante perché contribuisce a dare forma alla percezione che candidato ha dell’azienda.

L'esperienza del candidato non è mai veramente finita anche quando non ottiene il lavoro. Dobbiamo tenere presente che se non ci curiamo dei loro bisogni perdiamo sia un futuro candidato che un attuale cliente.

fonti dell’articolo: https://bit.ly/2vm76ok, https://bit.ly/2FbRv2Q, https://bit.ly/2D9U7LP, https://bit.ly/2yUyn30

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