Intervista a Andrea Virgilio – HR chiama Marketing

HR e Marketing sono la nuova "coppia di potere" all'interno delle migliori aziende.

Il valore di un brand va comunicato sia internamente che esternamente.

L’iniziativa “HR chiama Marketing”, ideata da Rosanna Del Noce, ha lo scopo di promuovere il dialogo tra queste due aree, una sinergia strategica finalizzata a un’evoluzione aziendale percepita e apprezzata tanto dal mercato quanto dai collaboratori.

 

Intervista a Andrea Virgilio

Amministratore e Chief Happiness Officer - Heply

realizzata da Rosanna Del Noce

CEO Recround - Digital HR Advisor - Trainer

 

Il Sole24Ore ha recentemente pubblicato un articolo che ha avuto un significativo riscontro in rete e in particolari modo su LinkedIn. L’articolo parla del tuo ruolo in Heply - Chief Happiness Officer -  e del tuo impegno a cambiare il modo di lavorare. Nell’articolo sostieni che “un lavoratore è felice quando si sente appagato professionalmente e quando lavora su qualcosa che gli piace, all’interno di un ambiente positivo, sereno e stimolante”. Come si concilia questa affermazione con il tuo contemporaneo ruolo di Amministratore di Heply?

Vivo un apparente conflitto di interessi, devo solo essere d’accordo con me stesso, gestire i momenti di lavoro e confronto sapendo che possono beneficiare di due cappelli. Il 90% della mia attività consiste nel generare consapevolezza, perché è da lì che parte il circolo virtuoso. Pochi giorni fa, ad esempio, è accaduta una cosa che capita in ogni azienda: si è verificato un problema con un cliente. Potevamo gestirlo in modo “politico” e standard. Abbiamo invece scelto di capire quali sono stati gli elementi che hanno portato il nostro collega a sbagliare, abbiamo chiesto alla persona cosa avrebbe potuto fare per evitare quell’errore e come in qualità di azienda possiamo agire per supportarla in questo traguardo. In quella circostanza ritengo che ha sbagliato di più l’organizzazione a mettere il collega nelle condizioni di sbagliare. Con questo approccio si possono prendere decisioni completamente diverse rispetto ai metodi tradizionali.

 

Il mio compito è quello di generare consapevolezza, di conseguenza crescita e felicità. Usare i metodi tradizionali lo ritengo un approccio sbagliato in quanto diventa un alibi per tutta l’organizzazione.

 

 

É ormai provata la stretta correlazione tra il benessere dei collaboratori e la qualità del loro contributo professionale.  In che modo i social, e in particolar modo LinkedIn, rappresentano uno strumento per trasmettere e beneficiare di questa correlazione e farvi scegliere anche da potenziali candidati?

LinkedIn l’ho sempre usato in modo passivo, mi collegavo ogni tanto. Nell’ultimo anno e mezzo mi sono accorto che il potenziale dietro a questa piattaforma è incredibile. Ho deciso quindi di concentrare tutte le mie energie sul messaggio che voglio trasmettere. Io voglio che ci siano tantissimi happy coders, non necessariamente dipendenti o collaboratori di Heply, ma persone che nutrono la vision in base alla quale il collaboratore è il vero patrimonio di un’azienda, persone che siano in grado di capire che loro sono il primo e principale agente di cambiamento. Con la tenacia di pochi sono convinto che si possa contaminare qualsiasi organizzazione!

 

In che modo ogni collega contribuisce in modo distintivo al benessere di Heply?

A febbraio 2019 siamo partiti in 8, chiuderemo l’anno in 16. Per l’estate 2020 pensiamo di essere almeno in 20. La morfologia dell’azienda cambia costantemente, di conseguenza lo status quo e bisogna stare attenti a mettere a loro agio tutte le persone sapendo che ogni singola parola e e ogni singolo gesto possono influire sugli altri sia direttamente che a cascata.

Cerchiamo di fortificare costantemente il team in modo da avere delle antenne e dei circuiti da cui fluiscono energie funzionali al benessere dell’intera azienda.

 

Siamo impegnati a verificare come l’energia di ogni individuo entra in risonanza con la “frequenza” dell’azienda. Mi interessa creare un modello con dei precisi output, un modello che diventa replicabile se comprendiamo come l’energia di 20 o 50 persone entra in risonanza, sia emotiva che professionale, con tutto ciò che sta all’interno e all’esterno dell’ambiente di lavoro.

 

Per partecipare e richiedere ulteriori informazioni scrivete a Rosanna Del Noce 

mail rosanna@recround.it

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