Intervista a Andrea Ruscica – HR chiama Marketing

HR e Marketing sono la nuova "coppia di potere" all'interno delle migliori aziende.

Il valore di un brand va comunicato sia internamente che esternamente.

L’iniziativa “HR chiama Marketing”, ideata da Rosanna Del Noce e Stefania Boleso, ha lo scopo di promuovere il dialogo tra queste due aree, una sinergia strategica finalizzata a un’evoluzione aziendale percepita e apprezzata tanto dal mercato quanto dai collaboratori.

 

Intervista a Andrea Ruscica

Presidente di Altea Federation

 

realizzata da Rosanna Del Noce

CEO Recround - Digital HR Advisor 

Il mondo HR sta vivendo un momento di evoluzione che lo vede meno coinvolto in attività burocratiche e più  aperto alle attività  di comunicazione. Quali opportunità  vedi in questa evoluzione?

Viviamo un’era straordinaria di trasformazione, guidata da un’accelerazione costante delle tecnologie, che crescono a un ritmo esponenziale. I segnali del prossimo futuro ci sono già. Talking is the new typing, siamo sempre più abituati ad utilizzare tecnologie conversazionali che facilitano nuove modalità  di interazione, human2machine e anche human2human .

 

La figura HR proiettata al futuro deve sostenere un modello di gestione delle persone sostenibile e in linea con le dinamiche di un mondo in costante cambiamento.

 

La ricerca si sposta verso persone pronte a gestire questa evoluzione, ingaggiate grazie a quell’energia abilitante che consente alle aziende di esprimere tutto il loro potenziale. Servono politiche di gestione allineate agli scenari di sviluppo e la comunicazione aiuta indubbiamente a far comprendere le logiche e a tradurle in prospettive e azioni concrete.

Prestare attenzione al WHY, e in seguito  all’HOW, rimane il punto di partenza, per orientare le persone e spronarle all’azione con convinzione emotiva.

Attivare le due E, Enablement & Engagement, può costituire il giusto WHAT, fornendo strumenti che abilitino le persone ad esprimere il massimo potenziale, sostenendole anche attraverso canali di comunicazione bidirezionali, per trasmettere e ascoltare il valore delle singole risorse.

Un modello in controtendenza rispetto agli ambienti gerarchici, in alcuni casi ancora vigenti, che paralizzano l’azione imbrigliando il potenziale in strutture e ruoli chiusi. Un modello che in Altea Federation stiamo costruendo giorno dopo giorno e che si rafforza grazie a uno stile di leadership partecipativa a tutti i livelli dell’organizzazione, per connettere e sincronizzare il valore delle persone con l’evoluzione in corso.

Siamo un’azienda people centric. Crediamo nelle persone e sosteniamo la loro crescita in competenze, con particolare focus alle soft skill che serviranno da adesso ai prossimi 50 anni!

Mi riferisco a:

  • la capacità di comunicare
  • l’ascolto empatico
  • il valore esponenziale della collaborazione
  • la leadership che si ispira al coaching
  • la capacità  di esplorare l’incertezza e di gestire i cambiamenti.

Le aziende hanno bisogno di persone che sappiano mettersi in gioco. Persone che sappiano cambiare senza timore di perdere quel precario equilibrio da status quo. Persone guidate da un sistema valoriale solido e autentico, grazie al quale far crescere team collaborativi abituati a risultati win-win.

È questo il modello di Altea Federation, una low-friction organization ispirata dalle “7 Habits of Highly Effective People”, lettura che ci ha guidato in un percorso di certificazione fino al riconoscimento come Covey Compliant Company.

 

Quali iniziative sono state realizzate o prevedete di realizzare per promuovere una cultura aziendale più  aperta alla comunicazione e all’employer branding?

#whatamoment e #whataproject sono i due format di comunicazione (interna e esterna), ideati per dare voce allo storytelling delle nostre persone, e da quest’anno presentati ai Tipping Appointment, eventi aperti agli A-People di Altea Federation per guardare insieme al futuro e condividere le nostre esperienze di innovazione. È così  che i nostri Fed-Ambassador raccontano ciò che hanno realizzato e il loro racconto viene esaltato da strumenti di visual communication, soprattutto video (al momento circolanti solo internamente). Noi esaltiamo il personal branding delle persone che si sentono ingaggiate, potendo esprimere il proprio valore con le loro stesse parole.

Altro pillar di Engagment e sviluppo delle carriere è la nostra FedYOUniversity, il campus aziendale focalizzato sull’esplorazione di diverse aree di conoscenza e miglioramento. Ad esempio, trattiamo i temi della negoziazione e impariamo a gestire i conflitti, affrontando anche paure e timori di ognuno di noi.

 

Di quali competenze dovrebbe dotarsi il manager HR per svolgere al meglio il ruolo di primo Brand Ambassador dell’azienda?

Tutti i ruoli apicali delle aziende devono essere rivisti, reinterpretati. I manager sono chiamati a cambiare perché  non si può rimanere ciechi e immobili di fronte a ciò  che sta accadendo proprio ora davanti a noi e sotto i nostri piedi.

Deve crescere la consapevolezza digitale, è necessario attivare e amplificare il nostro digital sense, comprendendo innanzitutto i fenomeni in atto e prevedendone gli impatti sui nostri comportamenti. Ma non si può essere soli in questo percorso di esplorazione del futuro, perché la vera differenza avviene nel mindset dei nuovi leader, persone aperte alla collaborazione e condivisione, capaci di valorizzare le differenze e coinvolgere i team con convinzione emotiva.

Le social technologies sono strumenti utili e fondamentali per abilitare ambienti di modern workplace, all’interno dei quali sia semplice, rapido ed efficace qualsiasi processo di comunicazione.

E poi l’HR Manager esponenziale deve essere consapevole delle opportunità che nascono dai nuovi modelli organizzativi, nei quali la gerarchia lascia il passo all’autonomia fino a costituire gruppi di lavoro olocratici.

Questo comporta essere i primi ambassador; significa preparare il terreno per la libertàdi azione, per la sperimentazione senza timore di fallire, per l’esplorazione delle opportunità che emergono, per labitudine alle sfide e allautogestione di task e priorità.

 

Gli HR manager conservano il ruolo di primi ambassador nelle fasi di attraction, producendo precise risonanze in ogni candidato, e retention, muovendo le giuste leve per far rimanere le persone in azienda, mantenerle ingaggiate e fiere di ciò che realizzano e delle responsabilità  che si assumono.

 

Una cosa è certa: per dare e ottenere il massimo dal connubio human-tech, la qualità fondamentale che ogni HR Manager deve ricercare e alimentare è la passione, elemento che unito alla tenacia rende una persona energica, curiosa e in una parola grintosa.

Non ho mai apprezzato la parola “talento” e leggendo il libro Grinta di Angela Lee Duckworth ne ho trovato conferma, anche riconoscendo il mio percorso di vita: in effetti, non posso dire di essere un talento innato, credo piuttosto di essere un uomo tenace e che ama ciò che fa, nutrito da una grande passione e dall’esplorazione continua verso il futuro. Ecco cos’è la grinta, è quell’ingrediente segreto che ci permette di fare sacrifici, di stringere i denti, perché profondamente uniti verso il raggiungimento degli obiettivi, per il benessere personale e di tutto il team.

Ecco perché non è così importante trovare i migliori talenti, quanto invece incontrare e coinvolgere persone grintose, che possiedono e coltivano ogni giorno quel giusto mix di passione e perseveranza nel fare ciò  che amano.

 

 

Per partecipare all'inziativa e richiedere ulteriori informazioni scrivete a Rosanna Del Noce 

rosanna@recround.it

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