Il Report IBM sulla Candidate Experience

 

Il Report IBM rivela che la Candidate Experience ha un preciso impatto sulla reputazione del brand. In un mondo dove ogni esperienza viene condivisa pubblicamente, in contesti dove gli utenti rivestono spesso il ruolo di candidati ma anche di clienti, la qualità dell’interazione incide sul fatturato dell’azienda.

Il report presentato da IBM mostra chiaramente come la velocità di esecuzione del processo di recruiting, spesso dovuta a un gran numero di selezioni da gestire e all’adozione di strumenti di analisi dei contenuti del cv, faccia tralasciare la qualità dell’esperienza dei candidati.

La maggior parte di essi non riceve alcuna comunicazione nei due o tre mesi successivi all’application e se vengono contattati per un’intervista non ricevono domande sull’apprezzamento del processo a cui stanno partecipando.

Gli effetti prodotti dalla candidate experience sono assimilabili all’influenza delle recensioni su TripAdvisor. Così come gli avventori di un ristorante hanno il potere di demolire qualsiasi campagna pubblicitaria, la qualità della Candidate Experience incide sulla reputazione dell’azienda e ridimensiona il valore delle campagne di employer branding.

Esserne consapevoli è già un grande passo. Il report di IBM ci aiuta a comprendere il valore strategico della Candidate Experience e delle possibilità che offre in termini di riscontri economici e di talent attraction.

 

 

La Candidate Experience impatta sul fatturato

Lo studio indica che i candidati che sperimentano un’esperienza positiva manifestano il doppio delle probabilità di diventare clienti dell’azienda rispetto a coloro che vivono un’esperienza insoddisfacente, circostanza determinata dall’essere ignorati o informati da un mail con un testo standard.

Perché non chiedersi a questo punto se il vissuto che facciamo provare ai nostri candidati è rappresentativo della cultura aziendale?

Il ruolo dei responsabili della selezione è anche quello di curarsi della relazione con candidati che sono anche clienti potenziali o già acquisiti.

Il valore di un brand si esprime in momenti chiave che  sono sia decisivi nella scelta di comprare un prodotto, sia indicativi dell’attenzione che un’organizzazione dedica alle persone. 

 

 

Le notizie si diffondono velocemente

La notizia di una buona o cattiva esperienza si diffonde molto velocemente tra i social, gli amici e i conoscenti.

Questo fenomeno ha il potere di rafforzare o demolire la reputazione costruita faticosamente negli anni. Lo studio di IBM Smarter Workforce Institute rivela che oltre il 60% dei candidati parla della sua esperienza, ciò gioca un ruolo ben preciso rispetto alla possibilità di attrarre altri candidati e mantenere integri i valori che i clienti attribuiscono ad un brand.

Oggi è vitale riconoscere l’importanza dei social network: la maggioranza degli utenti li consulta per valutare la reputazione dell’azienda sia prima che dopo aver scelto di candidarsi per una posizione.

È il candidato che decide se quell’offerta di lavoro gli interessa. Chi si occupa di selezione è responsabile dell'esperienza che vive dal momento in cui prende visione dell’annuncio di lavoro, si candida, attende un feedback e partecipa alla selezione.

 

 

La Candidate Experience positiva produce un Net Promoter Score (NPS) più alto

Il Net Promoter Score è un indicatore che misura la proporzione tra “promotori” e “detrattori” di un brand, di una società o un servizio.

I dati emersi dal report rivelano che le persone con una soddisfacente esperienza di candidatura promuovono un brand con più del doppio delle probabilità dei candidati delusi, indipendentemente dall’esito della selezione. Se negli anni scorsi l’opinione di una singola persona aveva un potere mediatico marginale oggi può attrarre l’interesse e avere il sostegno di milioni di utenti.

L’indagine presentata da Talent Board mostra che rispetto al 2014 sono raddoppiati i benefici delle azioni di referral svolte da candidati e dipendenti.

Dropbox e Airbnb hanno costruito il loro successo proprio sulla forza dei referral. C’è quindi una forza mediatica da tenere in seria considerazione, un fenomeno che dobbiamo imparare a conoscere, benefici a cui possiamo accedere se ci dotiamo di competenze di marketing e comunicazione applicate alle strategie di recruitment.

 

 

I candidati soddisfatti accettano le tue offerte di lavoro

La scelta di assumere una persona è un processo che richiede tempo e impegno. Potremmo ottenere dei riscontri più positivi se dedicassimo quel tempo anche alla cura della relazione con tutti i candidati. I tassi di abbandono di una selezione si manifestano con più incidenza quando l’azienda si dimentica della candidate experience o spera di contare esclusivamente sull’employer branding. I dati emersi dallo studio del Smarter Workforce Institute ci dicono che l’esperienza positiva che facciamo sperimentare ai candidati fa crescere del 38% le probabilità che i candidati accettino le proposte di assunzione.

La spinta verso la digitalizzazione ha determinato la necessità di rivedere l’equilibrio tra i processi aziendali e la human satisfaction.

É il momento di dare priorità ad aspetti che, se curati, producono significativi benefici per la reputazione dell’azienda e per la futura capacità di attrarre nuovi candidati.

 

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