Le aziende puntano sul Personal Branding dei dipendenti

Il passaggio dal cv al personal branding è ormai avvenuto!

Se si desidera migliorare la propria posizione professionale è bene sapere che il cv corrisponde ormai a un elenco di informazioni che difficilmente suscita l’interesse di nuovi datori di lavoro.

Perché i CEO preferiscono i manager che curano il personal branding? Perché li considerano dei veri e propri influencer. Chi ha dei follower su LinkedIn, così come su Twitter o Instagram, si trova di fronte una audience con cui può condividere notizie, idee e momenti di vita.

Curarsi del personal branding non significa solo avere migliaia di follower sui social media, ha molto più a che fare con le idee e i contributi che condividiamo, la qualità delle informazioni che pubblichiamo e le persone che ci vedono come una fonte credibile.

La nostra presenza online è una rappresentazione di chi siamo. Nel momento in cui ne diventiamo consapevoli possiamo iniziare a dare forma al nostro personal branding.

Cosa distingue un manager quando la sua storia si perde in un mucchio di curricula, cosa lo rende diverso? Il personal branding! Le persone ti prendono più sul serio e le aziende preferiscono i collaboratori che coltivano un pubblico online e curano la propria presenza sui social.

Sono sempre meno le aziende legate all’idea che il valore di un collaboratore possa esprimersi esclusivamente all’interno degli uffici o nei meeting con i clienti.

Un punto di vista molto interessante è quello di Roope Heinilä, il CEO di Smarp, una piattaforma per l’employee advocacy, uno strumento che aiuta e premia i dipendenti che sostengono online il valore della propria azienda. Roope Heinilä sostiene che uno dei modi migliori per progredire nella propria carriera è diventare un influencer interno per l’azienda.

“Le aziende hanno cercato di convincere gli influencer esterni, come le celebrità, a rappresentare i loro marchi per decenni, ma hanno scoperto solo di recente che i loro migliori influencer potrebbero essere i propri dipendenti. Rispetto alle star dei social media, i dipendenti hanno un interesse e una comprensione dell'azienda migliore di chiunque altro”, ha affermato Heinilä.

I dipendenti stanno cogliendo i benefici personali di difendere e promuovere il valore offerto dall’azienda, così come riconoscono i vantaggi di posizionarsi come esperti di un settore.

Negli ultimi anni c'è stato un significativo aumento di interesse per il personal branding e lo stesso vale per l’employee advocacy, ovvero il coinvolgimento diretto dei dipendenti nel sostenere e promuovere l’azienda.

I grandi brand stanno aiutando i propri dipendenti a distinguersi come esperti nel loro campo. L’employee advocacy non è solo una vantaggio per l'azienda, aiuta infatti i dipendenti a sentirsi più coinvolti e consapevoli del mercato in cui operano.

Le persone sono uno dei canali più efficaci di comunicazione. Contribuiscono a trasmettere il valore offerto dall’azienda e generano migliori risultati sia in termini di visibilità del brand che di attrazione di nuovi candidati.

Il Recruting Model Canvas affida alle persone il ruolo di media. I candidati vogliono conoscere attraverso i dipendenti l’atmosfera che si vive nelle aziende. Un collaboratore che pubblica contributi su LinkedIn trasmette l’idea di un’azienda attenta alla crescita culturale e al confronto costante con il mercato.

Un esempio? HubSpot Life, account social di HubSpot per condividere momenti e storie coinvolgenti in grado di attrarre i potenziali futuri dipendenti.

Certo, la credibilità di un messaggio dipende anche dall’autenticità che si trasmette. Uno dei maggiori problemi che le aziende riscontrano quando raccontano una storia è che non sembra autentica perché proviene da un marchio e non da una persona.

I candidati, così come i clienti, percepiscono l’autenticità dei messaggi e la spontaneità delle parole.

Come afferma Leonard Kim, uno dei maggiori esperti di personal branding, “le aziende dovrebbero fare tutto ciò che è in loro potere per aiutare i propri dipendenti a costruire la propria impronta digitale. Per anni le aziende hanno investito grandi capitali per relazionarsi più facilmente con le persone, hanno però perso di vista l’elemento chiave per raggiungere questo obiettivo: l’elemento strategico è avere all’interno dell’azienda persone che comunicano con coloro - utenti, consumatori, candidati, clienti, candidati - che gravitano all’esterno dell’azienda. Le persone si relazionano più facilmente con le persone!

I dipendenti sono media e in molti casi hanno bisogno di queste due cose:

  • la formazione per sviluppare insieme all’azienda le proprie impronte online
  • il supporto di un esperto che li accompagni nelle attività di personal branding e employee advocacy

C'è un enorme valore nella costruzione di un pubblico attivo, sia dall'interno che dall’esterno di un’azienda. Le organizzazioni possono conquistare la fiducia del mercato grazie al ruolo di influencer dei loro collaboratori. Dopotutto, le voci dei dipendenti sono le più affidabili di tutte.

 

Rosanna Del Noce

CEO Recround

Ideatrice del Canvas per il recruiting strategico

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