Recruitment Trend 2019

Quattro candidati su cinque sostengono che la candidate experience sia un indicatore di quanto un'azienda apprezzi le proprie persone, il 72% dei candidati vorrebbe parlare con un recruiter o manager dell’azienda prima di fare application (CareerBuilder, 2017).

La qualità della comunicazione è un aspetto chiave per realizzare dei processi di recruitment di livello pari, o ancora meglio superiore, al benessere professionale dei dipendenti e alle strategie di marketing dell’azienda.

Il paradigma del recruitment è cambiato. L'attenzione è ora rivolta ai candidati, persone da trattare come clienti. Il cambio di paradigma porta nuovi concetti e determina nuovi trend.

 

Recruiter e HR manager come primi Ambassador

I responsabili della selezione sono coloro che comunicano più frequentemente con le persone esterne all'azienda, ancor più dei commerciali. È importante che i CEO e i responsabili della comunicazione riconoscano in che modo il recruitment incide nelle loro strategie di marketing e comunicazione.

In molte organizzazioni si investe parecchio per migliorare la user experience e la relazione con i clienti ma si dedica poca attenzione alle metriche che riguardano la soddisfazione dei candidati a partire dalle fasi di talent acquisition. Bisogna quindi assicurarsi che il processo di recruitment sia affidato a persone con competenze che afferiscono alle aree del marketing, della comunicazione, della Data Analysis.

 

Candidate Experience positiva

La Candidate Experience è l’insieme dei sentimenti, delle aspettative e delle reazioni dei candidati durante il Candidate Journey, il percorso che inizia con le fasi di talent attraction fino al momento dell’assunzione. Questo vissuto è percepito come rappresentativo della cultura aziendale.

Una candidate experience insoddisfacente costa parecchio a tutte le organizzazioni: il 95% dei candidati rifiuta una proposta di lavoro a causa di una prima impressione negativa (CareerBuilder, 2014), il 58% non si candiderà più per la stessa organizzazione (IBM, 2017).

I candidati che sperimentano un’esperienza positiva manifestano il doppio delle probabilità di diventare clienti dell’azienda rispetto a coloro che vivono un’esperienza insoddisfacente, circostanza determinata dall’essere ignorati o informati da una mail con un testo standard.

Il valore di un brand si esprime in momenti chiave che sono indicativi dell’attenzione che un’organizzazione dedica alle persone.

 

I siti web e i social media per l'Employer Branding e il Recruitment

I social media (in special modo LinkedIn, Instagram, Facebook e Twitter) e una career page interattiva ben progettata continuano ad essere strumenti preziosi. I candidati si aspettano che le aziende abbiano una value proposition accattivante. Una buona strategia di employer branding è fondamentale per attrarre soprattutto le persone che non stanno cercando attivamente un lavoro. 

Secondo il sondaggio Jobvite Recruiter Nation 2018, i principali investimenti per l’empolyer branding sono destinati a:

  • Social media (47%)
  • Career Page aziendale (21%)
  • Marketing e pubblicità (12%)

Questi strumenti possono essere utilizzati per comunicare la value proposition e l’unicità della cultura aziendale. Avere ben chiaro cosa caratterizza la cultura aziendale è propedeutico a qualsiasi strategia di employer brand, talent attraction e recruitment. 

I social media possono essere impiegati per dare visibilità alle offerte di lavoro. Il loro utilizzo comporta l’adozione di un linguaggio adatto ai social e un efficace coinvolgimento dei dipendenti chiamati a condividere alcuni post sui loro profili social.

 

Recruitment collaborativo

La collaborazione dei dipendenti nel processo di recruitment va interpretata in modo più ampio delle consuete attività di referral. Le persone sono uno dei media più efficaci. Contribuiscono a trasmettere il valore offerto dall’azienda e generano migliori risultati sia in termini di visibilità del brand che di attrazione di nuovi candidati. Il loro ruolo va ben oltre la segnalazione di un amico che possiede le giuste competenze per ricoprire una posizione. Il loro valore come Brand Ambassador è per certi versi equiparabile a quello di coloro che recensiscono locali su Tripadvisor e soggiorni su Airbnb. I candidati vogliono conoscere attraverso di loro l’atmosfera che si vive negli uffici. Un collaboratore che pubblica contributi su LinkedIn o Instagram trasmette l’idea di un’azienda attenta alla crescita culturale e al confronto costante con il mercato.

Il Recruitment collaborativo prevede quindi una sinergia tra il team HR e tutti gli altri team dell’organizzazione. Questa collaborazione diminuisce i costi per raggiungere i candidati passivi e il tasso di turnover aziendale.

 

Data-driven recruiting e HR Analytics

Monitorare gli analytics e raccogliere i feedback dei candidati è il modo migliore per valutare l’efficacia delle strategie adottate. La capacità di analizzare in tempi brevi queste informazioni favorisce un’attrazione “intelligente” dei giusti candidati. L'utilizzo di metriche rivela quali sono gli aspetti della strategia di recruitment che funzionano meglio rispetto a quelli che presentano margini di miglioramento. Prestare attenzione ai giusti analytics incide positivamente su alcuni parametri come il tempo di assunzione, il costo e la qualità di ogni assunzione.

Questi dati possono essere acquisiti tramite strumenti come le soluzioni di CRM (Candidate Relationship Management) e gli strumenti di Recruiting Marketing.

I dati riguardano ad esempio l’interesse riscosso dai contenuti della career page, la visibilità degli annunci di lavoro e la puntualità dei feedback. I clienti di Recround hanno sempre a disposizione una dashboard con tutti gli analytics. La capacità predittiva degli insight dipende dalla bontà delle diverse fonti di informazione e dal livello di conoscenza del target di candidati da attrarre. Una strategia di recruiting basata sui giusti insight migliora la percentuale di conversione in candidati attivi, aumenta il livello di idoneità delle candidature e produce un significativo apprezzamento del brand.

 

L'acquisizione proattiva di talenti è diventata una strategia di recruitment indispensabile. Le ricerche di LinkedIn hanno dimostrato che solo il 36% circa dei potenziali candidati è in cerca di lavoro. Il 90% di loro vuole comunque conoscere nuove opportunità di lavoro.

I candidati sono diventati più simili ai consumatori: si informano sui potenziali datori di lavoro con lo stesso approccio con cui cercano prodotti e consultano recensioni prima di un acquisto. Vogliono saperne di più sulla cultura dell’azienda e sull’esperienza che vive chi è già un dipendente. Le aziende sono chiamate a curare i processi di recruitment con la stessa capacità con cui un brand si relaziona con il suo pubblico. Ogni touchpoint richiede un'interazione di qualità pari, o meglio ancora superiore, al livello di benessere e innovazione che si vive in azienda. Ti invitiamo a contattarci per beneficiare della nostra consulenza per il recruitment strategico e a seguire i consigli presenti nell’ebook “Strategic Recruitment Canvas”.

Il Team di Recround

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